Sui vaccini

Sui vaccini

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Da una decina di giorni è entrata in vigore la nuova legge che regolamenta le vaccinazioni obbligatorie.

Che riguardi figli o nipoti, o semplicemente i propri alunni o quel pestifero ragazzino affidato alla nonna durante l’estate, e che gioca a pallone nel cortile del condominio, dalle due del pomeriggio fino al tramonto… in questo momento credo sia indispensabile capire le tante vaccinazioni rese obbligatorie dal decreto legge 73 del 6 giugno 2017, fortemente voluto dalla ministra Beatrice Lorenzin e convertito in legge n°119 il 31 luglio ed entrato in vigore il 6 agosto ’17, ma soprattutto sapere se è possibile e come agire per prevenire e minimizzare i possibili effetti collaterali ( o danni, come recita la legge).

Cerchiamo di fare una rapidissima sintesi.

La materia è nota: dopo 18 anni, si ripropone l’obbligatorietà delle coperture vaccinali per poter accedere alle scuole pubbliche, dai nidi fino a tutta la scuola dell’obbligo, o meglio fino ai 16 anni d’età, limite anagrafico dell’obbligo scolastico.

Va specificato che ora i vaccini obbligatori sono 10, e che ne vengono caldamente proposti altri 4, in più, sempre gratuitamente , dopo la modifica voluta dal Senato. Il decreto ne prevedeva 12, tutti obbligatori.

L’obbligo vaccinale riguarda: anti poliomielitica, anti difterica, anti tetanica, anti epatite B, anti pertosse, anti Haemophilus influenzae tipo b (obbligatorie anche in precedenza), cui si aggiungono anti morbillo, anti rosolia, anti-parotite, anti varicella.

Le vaccinazioni «ad offerta attiva e gratuita», in base al calendario vaccinale per coorte di nascita, sono: anti meningococco B e C, anti pneumococco e anti rotavirus.

Per chiarezza va anche detto che, nella cosiddetta “fase di transizione”, ossia per il prossimo anno scolastico (2017-2018), la documentazione relativa all’avvenuta vaccinazione o ad un eventuale esonero andrà presentata entro il 10 settembre per nidi e materne ed entro il 31 ottobre per le scuole dell’obbligo. In alternativa, vale l’autocertificazione: in questo caso i documenti che comprovino l’avvenuta vaccinazione andranno presentati entro il 10 marzo 2018. La prenotazione delle vaccinazioni potrà avvenire, gratuitamente, anche nelle farmacie aperte al pubblico, attraverso il Cup.

Ci vorranno due o tre anni scolastici, perché la legge diventi del tutto operativa, ossia perché si instauri un dialogo fra asl e scuole, che consenta di monitorare l’avvenuto obbligo vaccinale ( o l’esonero ) e si costituisca l’Anagrafe Nazionale Vaccini, che registrerà i soggetti vaccinati e quelli da vaccinare, nonché dosi e tempi di somministrazione delle vaccinazioni e gli eventuali effetti indesiderati, che confluiranno nella rete nazionale di farmacovigilanza.

Il rispetto dell’obbligo costituisce requisito d’accesso a nidi e materne (quindi nella fascia d’età da zero a sei anni), la mancata vaccinazione non preclude invece l’iscrizione alle scuole elementari e medie inferiori. Per le famiglie inadempienti si prevedono multe massime fino a 500 euro (a partire da 100 euro e modulate in base alla gravità dell’infrazione), mentre è stato cancellato ogni riferimento (previsto nel testo originario del decreto) a segnalazioni delle Asl alle Procure presso i Tribunali per i minori.

Detto questo, vorrei ora vedere cosa è possibile fare, per rendere le vaccinazioni “solo” benefiche, o almeno limitarne al massimo i possibili danni.

Faccio una piccola e doverosa premessa: vaccinare o non vaccinare è un problema ( enorme) sul quale ogni genitore deve prendere posizione ed agire di conseguenza, ma per tutti, favorevoli o contrari, credo sia fondamentale sapere che la vaccinazione potrebbe essere una cosa buona, se avessimo la certezza che il sistema immunitario risponderà al meglio, producendo immunoglobuline specifiche per ogni patogeno, e se si potessero evitare componenti altre, rispetto ai prodotti indispensabili appunto per attivare la risposta. Ossia se si avessero vaccini privi di adiuvanti e stabilizzanti e di ogni altra cosa che complica il lavoro al sistema immunitario.

Innanzitutto per favorire la miglior risposta, è necessario che il vaccinando sia in buona salute e che le condizioni pre e post vaccinazione siano le migliori possibili: quindi no se il naso cola, se c’è stata una febbre nella settimana precedente, oppure se è o è stata presente una diarrea, anche se di pochi episodi.

Nelle due-tre settimane successive, il vaccinato deve avere un tenore di vita regolare, non esporsi al sole, non frequentare coetanei, ambienti chiusi e potenzialmente contaminati da persone “ammalate”, ma nemmeno donne in stato di gravidanza, neonati, persone di salute fragile, molto anziani o che seguono terapie oncologiche.

Deve poi nutrirsi regolarmente, dormire molto, non fare troppo esercizio fisico, non assumere farmaci.

Sono convinta che il miglior modo per produrre una risposta ottimale sia poi determinato da una pressochè perfetta “salute del tubo digerente” o meglio dell’Intestino Tenue, sede del GALT (Gut-Associated Lymphoid Tissue). Quindi far precedere all’inoculazione dei vaccini da una “ricolonizzazione intestinale” che rinnovi le popolazioni batteriche “buone”, ossia il Microbiota, tramite la somministrazione, per 4-5 settimane di un buon composto di probiotici e prebiotici.

Associamo poi, durante questa preparazione, un fitoterapico modulatore e potenziante , come l’Echinacea o l’Astragalo o la Rosa Canina. Se si tratta di piccoli pazienti, preferisco sempre utilizzare estratti privi di alcol, in gocce, la cui quantità va modulata in base al peso. Per ragazzi ed eventualmente adulti ( questi ultimi, però, non ricadono nell’obbligo, nemmeno per gli addetti del settore sanitario, per i quali lo stato non riesce a sostenere la necessaria copertura economica) ottime le Tinture Madri o gli estratti secchi, delle stesse piante.

Infine, eccoci ai giorni appena precedenti l’appuntamento: l’Omeopatia consiglia, fondamentalmente, due importanti policresti ( rimedi con un grande numero di effetti su molti disturbi) Thuya e Sulfur, che, a seconda dell’età, stato di salute e condizioni generali del paziente, saranno somministrati a diluizioni diverse, dalla bassa 9ch alla 200ch.

Vorrei qui aggiungere alcune considerazioni.

Ritengo che le coorti arruolabili al programma vaccinale, così come vengono denominati i gruppi per età e condizione, dal calendario vaccinale esposto dal Ministero Della Salute, prevedano di iniziare le somministrazioni ad una troppo tenera età: tre mesi.

La biologia ci dice che il sistema immunitario, raggiunge una buona maturità, molto tempo dopo ( 12-18 mesi) e che la miglior risposta ad ogni contatto con virus e batteri, si ottiene soprattutto quando, a svezzamento completato o molto avanzato, il GALT ha processato un alto numero di microrganismi introdotti con il cibo, con il contatto delle mani e degli oggetti che i bambini portano alla bocca. Un po’ meno pronto, da questo punto di vista, sarà un piccolino che ha quasi esclusivamente conosciuto i batteri veicolati con l’allattamento al seno, meno ancora se verrà allattato artificialmente, con latti semi sterili, tramite biberon disinfettati a dovere!

Altro aspetto da non sottovalutare, per molti dei ceppi con cui si è deciso di immunizzare la popolazione pediatrica italiana, è che il latte materno lascia passare le immunoglobuline della nutrice, proprio a protezione del neonato, per almeno sei mesi.

Un’ultima brevissima considerazione: saremo il primo paese al mondo a sottoporre i nostri bambini a un simile schema vaccinale…all’avanguardia o sperimentale?

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