Un punto in testa

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Emicrania significa letteralmente “metà del cranio”.

Nell’uso comune il termine si riferisce a quelle sintomatologie dolorose che interessano prevalentemente metà della testa, e che possono estendersi a tutto il capo con variabili frequenza e durata degli attacchi. Il dolore ha spesso carattere pulsante, a sottolineare il meccanismo vascolare che sta alla base del disturbo: inizialmente infatti si verifica lo spasmo di un’arteriola all’interno del cranio, a cui corrisponde la fase cosiddetta dell’aura, che può accompagnarsi a disturbi visivi quali lampi, flash luminosi, sagome luminescenti a zig zag ( scotomi ).

Successivamente si determina un rilasciamento della muscolatura liscia arteriolare con conseguente vasodilatazione, a cui corrisponde la fase del dolore vero e proprio che, se ha carattere pulsante, orienta verso l’origine vascolare arteriosa. La terapia dovrebbe prima di tutto contemplare il riconoscimento delle cause, predisponenti e scatenanti. Spesso questo non è possibile e allora si parla di forme “essenziali”, che significa “a causa non nota”
L’approccio terapeutico tradizionale si basa sull’uso di analgesici puri e FANS (vari nimesulide, diclofenac, ibuprofene ecc), fino ad arrivare all’utilizzo dei “triptani”, farmaci utili al momento della crisi, che inducendo vasocostrizione arteriolare impediscono quindi quella vasodilatazione responsabile della sintomatologia dolorosa.

L’approccio terapeutico non convenzionale trova la sua migliore espressione nell’utilizzo, da soli o in associazione, di tre “giganti” delle medicine naturali: agopuntura, omotossicologia, omeopatia.

L’agopuntura da spesso degli ottimi risultati. Il meccansino di azione è complesso, ma fondamentalmente riconducibile a un riequlibrio del sistema neurovegetativo coadiuvato dalla liberazione di sostanze chiamate endorfine, le quali esplicano un’azione antidolorifica, rilassante muscolare, ansiolitica Sono generalmente necessari cicli di durata variabile, con sedute a cadenza settimanale, seguiti da sedute di mantenimento con frequenza diversada caso a caso, per esempio una volta al mese o ogni due mesi.

L’omotossicologia propone prima di tutto di “detossicare” la matrice, spesso predisposta a fenomeni infiammatori subclinici (cioè che non si manifestano in maniera eclatante, ma al di sotto della soglia di percezione di un’infiammazione), modulare la funzione di organi emuntori (escretori) quali soprattutto fegato, reni, intestino; poi di intervenire con farmaci composti più specifici i quali spesso contengono principi unitari omeopatici classici in bassa diluizione, e agiscono secondo i principi della similitudine sintomatologica e del sinergismo.

L’omeopatia propone un approccio globale che vuole considerare prima di tutto la costituzione, la modalità reattiva o diatesi (quella che Hanemann chiamava “miasma”), e la ricerca del farmaco biotipico, il cosiddetto simillimum: farmaco che nella sperimentazione fatta sull’uomo sano (il cosidetto proving) causa nella maggioranza degli sperimentatori, disturbi simili a quelli che è in grado di curare nell’uomo malato. Similia Simillimum Curantur.

Fra i farmaci omeopatici più frequentemente utilizzati per l’emicrania : NUX VOMICA se l’emicrania ha rapporto con problematiche digestive in un soggetto stitico e stressato da un lavoro manageriale, collerico, con abitudini voluttuarie quali fumo e alcool, e sonnolenza postprandiale; LYCOPODIUM: quando si associano problematiche di fegato e intestinali, e la persona afflitta dal mal di testa, cerca di costruire un’immagine di sé importante compensatoria di un senso di inferiorità, con senso di essere decaduto rispetto a passati tempi floridi.

BELLADONNA: caratteristica pulsatilità, fenomeni vasomotori quali rossore del volto, scatenamento col freddo

LACHESIS, se l’emicrania è in relazione col ciclo mestruale (emicrania catameniale) in un soggetto intollerante al caldo e spesso con problematiche di gelosia e la sensazione di non essere abbastanza amato/a

BRYONIA: emicrania peggiorata dal caldo e dalla collera, migliorata comprimendo fortemente il capo.

CHELIDONIUM: sede sovra-orbitaria destra con sensazione di laccio stretto intorno alla fronte. GLONOINUM: aggravata dai minimi movimenti e scosse, dal calore del sole, associata a sensazione di violento afflusso di sangue alla testa.

Infine sarebbe bene evitare o ridurre il consumo di alimenti ricchi di istamina e tiramina o istamino liberatori quali: carni suine, formaggi fermentati, pomodoro, vino, birra, superalcoolici, carni in scatola, cioccolato, fragole, noci, arachidi, mandorle, crostacei e molluschi, formaggi stagionati, sardine, acciughe, sgombro, salmone affumicato.

….e, sempre, assumere una integrazione di Magnesio.

 

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